Fontane di Roma: quali sono le imperdibili?

Per gli antichi Romani l’acqua era un dono degli dei, era infatti ritenuta assolutamente necessaria per la vita e per garantire un’adeguata igiene. L’acqua rappresentava anche un elemento fondamentale per la socialità dell’epoca, dal momento che le terme erano uno dei luoghi preferiti dagli antichi Romani per incontrarsi.

Con il passare del tempo, l’abbondanza di acqua tipica del territorio laziale, sapientemente incanalata negli acquedotti che man mano vennero realizzati, divenne l’occasione per la Chiesa Romana di manifestare il proprio potere: tanti furono i reggenti che, a vario titolo, ordinarono la costruzione di splendide fontane, in modo tale da imprimere in qualche modo il proprio marchio sulla città.

Per questo motivo, le fontane disseminate qua e là sul territorio romano sono talmente tante che, per un turista, vederle tutte richiederebbe davvero troppo tempo. Pertanto, è necessario fare una selezione di quelle che, anche con pochi giorni a disposizione, non possono assolutamente essere tralasciate.

La prima, la più famosa senza dubbio, è la Fontana di Trevi. Realizzata in stile barocco nell’omonima piazza, la sua costruzione iniziò nel 1732 per mano di Nicola Salvi. Venne inaugurata pochi anni dopo, ma è soltanto nel 1762 che venne ultimata grazie a Giuseppe Pannini. Rappresenta uno dei simboli di Roma, una tappa a dir poco obbligata per chiunque si trovi a visitare la città.

In piazza di Spagna, altro luogo imperdibile, c’è invece la Fontana della Barcaccia, collocata proprio al fondo della scalinata di Trinità dei Monti. La sua realizzazione risale agli anni 1626/1629 e porta la firma di Pietro Bernini. Ancora oggi è possibile bere da questa fontana.

Spostandoci in piazza Navona, altro gioiello capitolino, troviamo invece la Fontana dei Quattro Fiumi. 

L’autore, Gian Lorenzo Bernini, volle rappresentare i quattro grandi corsi d’acqua conosciuti all’epoca, vale a dire il Nilo, il Gange, il Danubio ed il Rio della Plata. Nella stessa piazza è possibile ammirare anche altre due fontane un po’ meno note, come quella del Moro e quella di Nettuno.

Volendo elencare qualche altra fontana che merita senz’altro di essere visitata, possiamo citare quella delle Tartarughe, nel rione Sant’Angelo, oppure quella dei Leoni, in piazza del Popolo, oppure ancora la Fontana del Tritone, realizzata anch’essa (come quella dei Quattro Fiumi) da Gian Lorenzo Bernini.

Ovviamente le primissime fontane che vennero realizzate avevano uno scopo puramente utilitaristico e funzionale, ad esempio venivano impiegate per l’abbeveraggio del bestiame. In questi casi, di solito, si trattava di vasche molto semplici realizzate in muratura o in pietra impermeabilizzata. Solo in un secondo tempo, e comunque dopo la diffusione degli acquedotti, iniziò un vero e proprio processo di monumentalizzazione delle fontane. Non solo più utili, ma anche e soprattutto belle.

Insomma, impensabile visitare Roma senza vedere le sue fontane più belle. Impossibile, poi, sottrarsi al rito del lancio di una moneta nella fontana di Trevi. Tradizione vuole che ci si debba posizionare dando le spalle alla fontana, poi bisogna lanciare dietro di sé la monetina ed infine, girandosi rapidamente, bisogna cercare di vederla subito prima che scompaia nell’acqua: se ci si riesce, significa che si tornerà a visitare la Città Eterna. Sarà davvero così? Merita senz’altro provarci!

Per approfondire, vedere il sito Romabbella.

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