Le ricette nei secoli: evoluzioni e cambiamenti in cucina

Le ricette e la Tv

Come il piccolo schermo sta rivoluzionando il modo di fare cucina

È sufficiente accendere la televisione al mattino oppure nel primo pomeriggio per rendersi conto di quante siano le trasmissioni dedicate al mondo della cucina.

Ogni giorno decine di ricette vengono proposte ai telespettatori, con idee sempre nuove che finiscono per dare l’opportunità di portare in tavola sempre qualcosa di originale e gustoso.
Guardando tali programmi ci si accorge di come la cucina si sia evoluta nel tempo, sia per quanto riguarda gli ingredienti utilizzati che in merito alle tecniche impiegate per cucinare.

Gli albori

Differenti alimenti per popolazioni diverse

Se agli albori della civiltà si cuoceva prevalentemente a fiamma viva, successivamente si iniziò a passare alla brace e ad una cottura che avveniva avvolgendo gli ingredienti in foglie e mettendoli a cuocere in buche del terreno.

Nel corso dei secoli sono cambiati anche i recipienti utilizzati per eseguire le ricette; l’introduzione della ceramica fu un passo importante, aprendo la strada agli stufati e alla polenta. Quando venne scoperta la fermentazione, invece, iniziarono ad essere prodotte bevande come vino e birra. È importante sottolineare come ogni popolazione aveva un tipo di alimentazione differente.

Se in Egitto veniva impiegata molta carne di volatili (con la quale si preparavano stufati oppure veniva mangiata cruda in salamoia) oppure quella di pesce, in Mesopotamia si faceva largo uso di carne ovina, mentre in Grecia veniva mangiata soprattutto quella di maiale.

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L’impero romano, il Medioevo e la nouvelle cuisine

Concezioni opposte della cucina

L’avvento dell’impero romano portò, invece, alla nascita di una cucina più sofisticata con ricette che prevedevano ingredienti esotici e condimenti molto artificiosi, come miele e spezie. Al contrario, nel periodo successivo, quello del Medioevo, si tornò ad una forma semplice di cucina, cuocendo prevalentemente allo spiedo.

Il forno tornò in voga a partire dal XIV secolo, periodo ancora caratterizzato da un grande consumo di carne affiancata, però, da ricette sobrie costituite da minestre e da altre preparazioni molto semplice.

L’età rinascimentale ampliò i metodi di cottura e i condimenti. Inoltre, i piatti venivano portati in tavola tutti assieme, in quanto una tavola imbandita era un modo per dimostrare il ruolo del padrone di casa. Fu la Francia a portare un nuovo cambiamento, nel XVIII secolo; nacque la “nouvelle cuisine”, che prevedeva l’uso di molte verdure, di ingredienti freschi, di salse caratterizzate da una grande delicatezza e da una differenziazione dei sapori impensabile nei periodi precedenti.

Dal XX secolo ai giorni nostri

La rivoluzione dettata dagli elettrodomestici

Nel XX secolo i cambiamenti furono diretta espressione del mutare della società; assunse una grande importanza la cucina regionale.

A causa della Seconda Guerra Mondiale tornò la scarsità di cibo e, di conseguenza, il livello della cucina e il numero di ricette proposte scese inevitabilmente. Fu con il boom degli anni ’60 che la cucina si rivoluzionò nuovamente, soprattutto grazie alla nascita degli elettrodomestici; creare nuove ed elaborate ricette era ora più facile.

Fino all’inizio degli anni 2000 la cucina si è evoluta sempre di più, con una ricchezza di ingredienti e di modalità di cottura sconosciuta in precedenza. In questi ultimi anni, invece, si sta dando una maggiore importanza ad una cucina più salutare, con un’attenzione particolare alle diete e una preferenza per ricette meno elaborate e più leggere.

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